ProvalocArpta

Napoli . Giugno 1946 .

Forse L’Italia scriverà la costituzione.
La città e la popolazione portano le ferite della guerra.
Tra le macerie si attende l’esito del “referndùm”, mentre la vita fiorisce anche dove non è desiderata.
Anche dove non è attesa.
E’ così che gli indesiderati nascono due volte .
La prima quando vengono al mondo.
La seconda quando vengono “esposti” nella ruota.
Così il giorno dell’abbandono diviene il loro compleanno, in una malinconica festa improvvisata dal rione .

Ma questo Telluccia lo sa bene.
Telluccia è il diminutivo di Annunziata .
Quel nome che ha cercato di aggiustarsi addosso.
Telluccia, che vuole dimenticare. La sua vita l’ha passata a sopravvivere. Tra bombardamenti, macerie e promesse infrante. Due guerre nella sua vita. Dall’Annunziata lei non è mai voluta uscire.
Napoli. Giugno 1946.
Nel rione forcella si vocifera di una storia a metà tra il miracolo e la leggenda. Le scarpe della statua della Madonna dell’Annunziata si consumano.
Napoli. Giugno 1946.
Tra poco tutto sarà finito. Anche questa notte presto cederà il passo all’ alba, mentre la Madonna dalle scarpe consumate calpesta frettolosa una Forcella addormentata, per far ritorno al suo altare. Immobile come una statua prima che il sole sorga .
Prima che T
elluccia si svegli.

 

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Rassegna Stampa

Il Mattino

Lunedì 5 Settembre 2016

Tripodi porta in scena “’A Rota”, viaggio nella Napoli del dopoguerra

Venerdì 9 e sabato 10 settembre alle ore 21 al Chiostro di San Domenico Maggiore debutta in anteprima nazionale per “Estate a Napoli 2016” lo spettacolo teatrale “’A Rota”, scritto e diretto da Ramona Tripodi (…) Lo spettacolo è una produzione di Inbilicoteatro insieme con L’Asilo – la comunità di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo in autogoverno nel cuore di Napoli.

La vicenda di “’A Rota” è ambientata a Napoli nel giugno del 1946 . La città e la popolazione portano le ferite della guerra e, tra le macerie, si attende l’esito del “referendùm”, la consultazione istituzionale con la quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra la monarchia e la Repubblica. Nel frattempo, la vita continua a fiorire persino dove non è desiderata, dove non è attesa. Nel rione Forcella, presso la basilica dell’Annunziata, continua a girare la Ruota degli Esposti, il marchingegno mediante il quale venivano raccolti, in forma anonima, i neonati abbandonati per miseria o illegittimità. La ruota è più che mai in funzione, benché ufficialmente chiusa dal 1875. Perché, come dice l’ex trovatella Telluccia , «Con la guerra e con la miseria che ci stanno, i figli sono per chi se li può permettere.» Telluccia, che ha votato per la prima volta, sogna che l’Italia scriva la Costituzione. Mentre la Madonna dell’Annunziata la quale, secondo il mito popolare, consuma le scarpe perché esce di notte per sfamare gli orfani e i poveri, calpesta frettolosa il basolato di una Forcella addormentata per far ritorno al suo altare prima che Telluccia e tutti gli ex-esposti si sveglino. E nel rione già si vocifera di una storia a metà tra il miracolo e la leggenda.

 

 

Il Metropolis

Una Forcella del dopoguerra che vide i napoletani dover scegliere tra monarchia e repubblica. Domani 9 e sabato 10 settembre alle 21 al Chiostro di San Domenico Maggiore debutta in anteprima nazionale per “Estate a Napoli 2016” lo spettacolo teatrale “’A Rota”, scritto e diretto da Ramona Tripodi (…)Lo spettacolo è una produzione di Inbilicoteatro insieme con L’Asilo, la comunità di lavoratrici e lavoratori dello spettacolo in autogoverno nel cuore di Napoli. La vicenda è ambientata a Napoli nel giugno del 1946. La città e la popolazione portano le ferite della guerra e, tra le macerie, si attende l’esito del “referendùm”, la consultazione istituzionale con la quale gli italiani furono chiamati a scegliere tra monarchia e Repubblica. Nel frattempo, la vita continua a fiorire persino dove non è desiderata, dove non è attesa. Nel rione Forcella, presso la basilica dell’Annunziata, continua a girare la Ruota degli Esposti, il marchingegno mediante il quale venivano raccolti, in forma anonima, i neonati abbandonati per miseria o illegittimità. La ruota è più che mai in funzione, benché ufficialmente chiusa dal 1875. Perché, come dice l’ex trovatella Telluccia , «con la guerra e con la miseria che ci stanno, i figli sono per chi se li può permettere» Telluccia, che ha votato per la prima volta, sogna che l’Italia scriva la Costituzione. Mentre la Madonna dell’Annunziata  la quale, secondo il mito popolare, consuma le scarpe perché esce di notte per sfamare gli orfani e i poveri, calpesta frettolosa il basolato di una Forcella addormentata per far ritorno al suo altare prima che Telluccia e tutti gli ex-esposti si sveglino. E nel rione già si vocifera di una storia a metà tra il miracolo e la leggenda.

 ufficio stampa Rosa Criscitiello

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Foto di scena di Carolina Rampillo

 

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